Fondi comuni di investimento: diversi tipi

Comment

Mercati finanziari

Tra gli strumenti finanziari che garantiscono un investimento sicuro per i risparmiatori italiani nella contingenza attuale, i fondi comuni di investimento rappresentano un prodotto molto diffuso nel contesto finanziario con il quale è possibile investire il proprio capitale ripartendolo in un portafoglio di titoli variegato e ben diversificato. Attraverso la strutturazione di un portafoglio di questo genere si ottiene uno strategico frazionamento dei rischi, questo punto di forza offerto dai fondi comuni ne decreta la sua grande diffusione su scala mondiale; un altro punto di forza di questi strumenti finanziari è offerto dal facile accesso: è possibile aprire fondi comuni di investimento con la massima tutela in un contesto di mercato ben regolamentato (in Italia la Consob e la Banca d’Italia vigilano sul corretto impiego dei fondi); la diretta amministrazione di queste forme di finanziamento spetta ai gestori del fondo.

Esistono tante tipologie di fondi comuni  con specifiche caratteristiche, per cui spetta al risparmiatore individuare la forma più adatta alle soddisfare il proprio profilo di investitore; nel notro Paese le principali categorie di fondi comuni di investimento sono rappresentate dalle seguenti tipologie di investimento: fondi di liquidità, fondi bilanciati, fondi obbligazionari, fondi azionari, fondi flessibili. Per quanto riguarda i fondi di liquidità, il capitale viene investito in obbligazioni e liquidità, con un portafoglio formato da asset con rating non inferiore ad A2 secondo le quotazioni di Moody’s, il risparmiatore in questo caso non può investire in titoli senza alcun rating; la durata dell’investimento è circoscritta in un arco di tempo breve (la scadenza massima è di 6 mesi). I fondi di liquidità prevedono delle sotto-categorie in base alla valuta di emissione, senza prevedere comunque la copertura del rischio di cambio, legato alla variazione dei tassi di cambio tra le valute.

Si definiscono invece fondi bilanciati quelle forme di investimento che focalizzano l’attenzione principalmente sulle azioni, per cui il portafoglio azionario del risparmiatore si caratterizzerà per un’alta percentuale di investimenti in questi prodotti. I fondi bilanciati possono essere così composti: con una percentuale di azioni tra il 50% e il 90% di fondi azionari bilanciati; con una percentuale compresa tra il 30% e il 70% di fondi bilanciati con azioni in portafoglio; con una percentuale compresa tra il 10% ed il 50%, si parla in tal caso di fondi bilanciati obbligazionari. Se i fondi comuni investono tutto il capitale disponibile in obbligazioni e liquidità, si parla di fondi obbligazionari nel pieno rispetto di alcuni criteri imprescindibili: questa tipologia di investimenti deve presentare azioni ritornate al fondo dalla conversione dei titoli obbligazionari, a condizione che il loro ammontare non risulti superiore del 10% dei titoli in portafoglio inoltre le obbligazioni devono essere cedute prontamente per offrire al risparmiatore una maggiore tutela.

Mentre i fondi azionari consentono di investire la maggior parte del denaro in titoli azionari, che vanno così a formare almeno il 70% del portafoglio del fondo; le sotto-categorie sono associate alla tipologia di investimento principale come ad esempio fondi azionari Italia, fondi azionari dei Paesi emergenti, fondi azionari salute. Chi vuole investire in uno strumento finanziario alquanto diversificato e da poter personalizzare a discrezione può sottoscrivere i cosiddetti fondi flessibili, si tratta di una categoria di fondi che non prevede alcuna restrizione nella scelta di asset e titoli, questa caratteristica porta a non averea nessuno specifico fattore di rischio.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *