Come funziona il prestito grazioso

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Prestiti

Negli ultimi anni, la crisi economica è stata fronteggiata ricorrendo a degli strumneti di tipo finanziario di nuova gestazione come nel caso del prestito grazioso con cui si identifica una forma di prestito tra privati: si tratta di un prestito che prevede la donazione di denaro come atto del tutto libero e senza nessun costo di interesse. Questo prestito può avere forma verbale o scritta, ma per tutelare le parti è necessario produrre una regolare ricevuta, anche se la principale caratteristica del prestito grazioso consiste nelle modalità flessibili di restituzione della somma di denaro prestata, che protrà avvenire in via anticipata sia per quanto riguarda le modalità che i tempi di restituzione. Il Codice civile tutela questa forma di credito come previsto dall’art. 1813 dove si stabilisce che questo strumento finanziario è senza obbligo di registrazione contratto ed atto notarile, invece devono essere riportati degli specifici dati nel corpo del contratto prestito grazioso quali: l’importo del prestito da riportare in forma numerica e lettere con decimali: es. diecimila/00; i dati anagrafici dei soggetti che prendono parte a tale accordo; il tasso di interesse se è previsto; la dicitura contratto di mutuo ex art. 1813 C.C.; la data in cui è stato siglato del contratto; la firma delle parti. Per altre informazioni si rimanda alla lettura di http://www.lettera43.it/it/guide/economia/2016/10/11/che-cose-un-prestito-a-titolo-grazioso/25095/.

Si tratta di un tipo di prestito che deve verificarsi occasionalmente, in caso invece di prestito di somme di denaro in forma continuata si passa alla casistica dell’esercizio abusivo di credito. Il prestito grazioso può avvenire tra due o più soggetti che devono stilare un regolare contratto a garanzia del recupero della somma di denaro elargita, inoltre nel contratto devono essere specificati i termini di restituzione e le modalità, nel caso in cui si prevedono gli interessi il loro valore deve rispettare le soglie dell’usura in base a quanto precisato dai limiti dettati pro tempore dalle circolari della Banca d’Italia.

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