Polizze dormienti: linee guida Ivass

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Si definiscono polizze dormienti, quelle polizze vita che non hanno liquidato il capitale maturato, quindi non sono state riscosse dai beneficiari per diverse ragioni e giacciono presso le imprese in attesa della prescrizione. In genere si tratta di polizze per il caso di morte del soggetto assicurato, di cui gli eredi spesso ignorano la stessa esistenza, o di polizze di risparmio che, giunte alla scadenza, non sono state riscosse. I diritti associati alle polizze vita si prescrivono in 10 anni dalla data del decesso dell’assicurato o dalla scadenza del contratto, oltre questo range temporale le imprese devono devolvere le somme al Fondo Rapporti Dormienti istituito presso la Consap. La legge concede 10 anni di tempo per riscuotere il premio, dopo questo termine le compagnie assicurative devono versare le somme al fondo rapporti dormienti della Concessionaria servizi assicurativi pubblici (Consap), controllata dal ministero dell’Economia e delle finanze. Altre informazioni su http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2018/01/03/ivass-azione-contro-polizze-dormienti_ce251562-b38b-4827-b656-6b490e13b1f0.html.

L’Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) biasima il fenomeno della diffusione delle polizze vita dormienti e cerca di arginarlo chiedendo alle imprese di agire per perfezionare i processi di verifica dei premi non riscossi dai beneficiari collocati in giacenza presso le stesse compagnie. In base ai dati raccolti nel mese di agosto 2017 dall’Ivass tra 52 imprese italiane, circa 4 milioni di polizze vita scadute negli ultimi 5 anni risultano esposte al rischio di dormienza, dal momento che le compagnie non sono in grado di appurare concretamente se l’assicurato è deceduto oppure è ancora in vita prima della scadenza della polizza. L’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni invita dunque le imprese a seguire delle precise direttive grazie alle quali sarà possibile verificare con maggiore scrupolosità i casi di decessi ed individuare allo stesso tempo i beneficiari delle polizze vita; inoltre l’Ivass chiede di applicare un piano d’azione che prevede la serie di iniziative da attuarsi entro il 30 settembre 2018.

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