Prestito di denaro tra privati: contratto di mutuo

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Quando si presta del denaro tra soggetti privati si conclude una forma di contratto, scritto oppure orale, definito propriamente mutuo; per quanto riguarda la sua forma non vi è da parte della legge alcun obbligo che impone di sottoscrivere un contratto, se si vuole formalizzare questo accordo e disporre così di un maggiore livello di garanzia si può optare per una scrittura privata che deve essere regolarmente autenticata o registrata per poter dimostrare che è stata raggiunta l’intesa tra le parti. Il contratto di mutuo tra privati deve contenere dei dati indispensabili: i nomi dei soggetti interessati, la somma di denaro prestata, la data di restituzione, gli eventuali interessi prodotti. La scrittura privata oltre ai dati necessari ed alle firme dei soggetti coinvolti, deve presentare una data certa che può essere confermata dallaregistrazione presso l’Agenzia delle Entrate oppure con altre modalità quali: l’apposizione della data certa presso un ufficio postale, in autoprestazione; lo scambio di corrispondenza con raccomandata a.r.; la firma elettronica dell’atto tramite marca temporale. Altre informazioni utili su http://www.calcoloratamutuo.org/guida/tra-privati.

Come forma di tutela chi concede un mutuo in forma privata deve quindi predisporre un contratto scritto nel quale indicare se sono previsti interessi, in tal caso di parla di mutuo a titolo oneroso, il valore degli interessi non deve superare la soglia dell’usura che varia a seconda del tasso medio applicato dalle banche e pubblicato annualmente dal Ministero dell’Economia; in caso contrario si ha stipulato un mutuo a titolo gratuito. Oltre a ricorrere ad un contratto scritto, chi concede un mutuo può tutelarsi inoltre usando un mezzo di pagamento tracciabile (se si tratta di somme superiori a 3.000 euro) in modo da poter contare su una documentazione bancaria, meglio dunque correre ai ripari indicando come causale la dicitura “Prestito fruttifero”. Risulta poi utile stilare un contratto scritto in caso di mutuo tra privati, anche se si ha fiducia nel mutuatario, come prova per il Fisco dello spostamento di somme di denaro più o meno significative per evitare problemi con il monitoraggio del reddito del contribuente che in questo modo viene giustificato in maniera opportuna.

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